….non gioco più, adesso me ne vado…..

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….non gioco più, adesso me ne vado…..

… così dicendo Luca raccoglie il suo pallone abbandona il campo e se ne và. Chissà perché sono sempre i Luca ad avere la palla, ricordo un identico Luca, anche lui continuava ad andarsene con la palla; quando si accorgeva che qualcuno giocava meglio di lui, raccoglieva il pallone e profetizzando ci lasciava …pensandoci ora credo sia anche colpa dei suoi genitori, li conoscevo, i figli “fanno quello che fai e non quello che dici” quindi quelli frustrati generano prole paranoica. Perché poi …………. tolto dalla competizione, era “così un bravo ragazzo” intelligente ci si ragionava tranquillamente; però poi essendo debole e insicuro con la stessa facilità con cui lo si calmava bastava poco per ri-istigarlo e raggirarlo plagiandolo con false lusinghe o donandogli qualche dolcetto….. lo sapeva bene chi tra di noi faceva il doppio gioco… lo trasformava in uno spacca marroni versione Gulliver. Lui come un orso solitario non pensando agli effetti delle sua azioni si era lentamente isolato… bhè non se lo filava quasi nessuno….poi in oratorio un altro pallone c’era sempre… non era di cuoio, non era lucido, non rimbalzava diritto; ma aveva un caratteristica fondamentale per creare gioco, non spariva mai!!!!! Mentre Luca diventando sempre più preda di chi con un Chupa Chups lo trascinava dalla propria parte, si era eclissato…..lui e il suo bel pallone non li abbiamo più visti.

Forse avremmo potuto comunque tentare di capirlo meglio, non era tutta colpa sua/dei suo genitori; ci siamo accorti, dopo, che era anche colpa nostra; per quale motivo non lo abbiamo trattenuto, sarebbe bastato poco le prime volte,…..

poi chiaramente gli eventi sono precipitati, avremmo potuto farlo vincere per qualche tempo, in verità lo facemmo, MA tutti questi tentativi non hanno fruttato…..visto che il pallone non era più uno strumento adesso aspettava che fossimo contati per poi “mettere il muso” e andarsene ….. non serviva nemmeno il pretesto, si litigava per nulla, poi con l’arrivo di quelli un pò più grandi, furbi, lo abbiamo perso definitivamente. Ci siamo trovati in campo in 21 giocatori partita finita ….. ma bastò Marco che disse “stò fuori io il primo tempo” e torniamo pari ….. l’iniziò di una nuova di mille altre partite. Probabilmente senza Luca sarà un altro sport, ma sicuramente sarà calcio e non il solito …si lui mi ha fatto fallo possibile che non lo hai visto ….siete tutti d’accordo, lo fate apposta perché io sono il più forte…. troppe prime donne troppe chiacchere e poco distintivo, ne fu prova una serie di confronti fuori dall’orticello, in casa eravamo tutti campioni ma come andavamo in un altro campo ci passavano sopra come rulli compressori, ci resimo conto che erano tanti più bravi di noi, e fu un bene scoprirlo, da quel giorno cominciammo a migliorare carpendo schemi e rafforzati dal confronto crescemmo…..

 

Poi un giorno ritrovo Luca, sono passati anni, è diventato “un uomo di successo” …cioè, stà bene. Non ho mai dubitato di questo era intelligente e capace, ma è rimasto lo stesso ragazzetto, un uomo solo, che alla prima difficoltà o critica, minaccia prende il pallone e se ne và……

 

Noi invece continuiamo il nostro calcetto, campo corto per pance grosse…..lo scopo non è più il calcio ma la pizza dopo….il verità è sempre stata l’amicizia. A capo tavola lasciamo sempre un posto per Luca, lui però è orgoglioso del suo errore e non arriverà mai.

 

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