La chiara d'uovo 2

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DICEVO:

anche se prendessimo come esempio quel suo quadro della signora Lisa,

avrà appoggiato la Monna (mi sento un filo blasfemo nello scrivere con così tanta disinvoltura questi nomi) alla tela tracciandone i contorni con un carboncino e poi l’espressione ha potuto inventarsela, comodo!!!!! Voi provate a prendere una modella non professionista, proprio come Lisa e tentate di riprodurre un sorriso simile, impossibile. Per non parlare della gestione della luce tra modella in primo piano e lo sfondo…………….. vero è che oggi ho a disposizione programmi di fotoritocco e flash e quindi posso modificare l’illuminazione prima e dopo ma ………

Ma ritorniamo in carreggiata, come dicevo all’inizio, tra una domanda e una risposta di quella povera ragazza (quella del disegno), che al tempo studiava all’accademia delle belle arti di Brera, apprendo che il Da Vinci, abituato a fare del “quadro ritocco” sovrapponendo continuamente tono su tono, correggendo, modificando, operazione possibile con i colori ad olio, ma impossibile per gli affreschi, sul muro il colore veniva steso sull’intonaco ancora umido e l’intonaco doveva essere steso a piccole zone e affrescato velocemente di modo che la pittura e il supporto perdessero contemporaneamente l’umidità diventando una cosa sola.

Lui invece (Leonardo) non poteva concepire una simile cosa, era un perfezionista, doveva/voleva rilavorare continuamente le sue opere. Dovette quindi inventarsi un diverso approccio; rivestiva il muro con una mistura di carbonato di calcio e magnesio uniti da un legante proteico e prima di stendere i colori uno strato di “bianco di piombo” e a seguire la pittura con colori a composti da una tempera grassa realizzata probabilmente emulsionando all'uovo olii fluidificanti ….. una testina niente male … ricordo che stiamo parlando del 1498, questa procedura è stata scoperta durante l’ultimo restauro.

L’unica controindicazione è che così facendo il suo affresco si è quasi completamente sgretolato. Anche se in verità è arrivato a noi passando dal1400quasi1500 attraverso 2 guerre mondiali e 500 anni di insidie quindi tutto sommato……

Quando dico “ il suo affresco” non lo faccio perché unico nel suo genere per tipologia e procedimento, ma uso il singolare perché ne ha fatto solo uno, ci sono altre 2 suoi possibili lavori, sempre a Milano, uno è un boschetto su una volta (credo al castello Sforzesco) e un altro troppo distrutto per essere attribuito a qualcuno …… ma questo potrebbe essere un indizio. Poi se ne ha fatti altri senza avvisarmi non è colpa mia, è lui impreciso!!!

… e perché vi ho detto tutto questo? aaaaaHHH per la chiara d’uovo …

Di questo ometto barbuto, un genio senza misura, mi piace abusare spesso anche per paragoni legati all’utilizzo degli attrezzi, ma ve lo racconterò una prossima volta ….. sono cresciuto con i telefilm a puntate…..

AVE

Letto 1665 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Marzo 2015 23:32
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