Mercoledì, 08 Febbraio 2012 18:54

Ansel Adams 400 Phototograps

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Titolo: Ansel Adams – 400 Photographs

Autore: Andrea G. Stillman

Edizioni: Little, Brown and Company

440 Pagine

400 riproduzioni in B/N

Costo: € 30.77 (amazon.it)

 

Prima di parlare specificatamente del libro vorrei descrivere Adams come uomo e come fotografo questo perché penso che sia importante contestualizzare la sua vita per capire poi la sua monumentale fotografia.

Ansel Adam nasce a San Francisco, è di famiglia borghese e le sue vacanze le trascorre Yosemite National Park , importante luogo che segnerà tutta la sua vita. A 14 anni riceve in regalo la sua prima macchina fotografica che consolida nel tempo oltre all’amore per la natura anche l’amore per la fotografia.

Oltre a diventare un attivista ambientalista riesce a pubblicare e guadagnare fotografando i parchi nazionali in particolar modo lo Yosemite National Park e il Grand Cayon, e pur ricoprendo diversi incarichi istituzionali nel mondo ambientalista e di gestione dei parchi non dimenticherà mai l’arte fotografica che gli servirà sia come mezzo espressivo di amore per la natura ma anche come divulgazione “scientifica” di essa.

Adams nel 1932 fonda, assieme a Edward Weston, ill gruppo f/64 allo scopo di riunire i fotografi che aderiscono alla cosiddetta “straight photography” corrente in contrapposizione ai “pittoricisti”, molto attivi nei primi anni del ‘900, il gruppo f/64 lavorò per una fotografia pura, f/64, appunto, è l'apertura minima di diaframma per ottenere il più alto valore di profondità di campo: la netta, assoluta nitidezza, usare il medium (la macchina fotografica) come strumento che aiuta ad avvicinarsi il più possibile alla realtà, e non come frontiera tecnologica che permette sempre più di allontanarsene.

Da qui si può osare e dire che nasce la vera fotografia moderna non solo naturalistica o documentaria ma anche di reportage, non a caso viene contattato da Henri Cartier-Bresson della Magnum.

Ma Adams è anche famoso per la sua invenzione, il sistema zonale, tecnica che permette di trasportare la luce che vediamo in densità diverse sui negativi e successivamente riportarle in fase di stampa, di questa teoria scrisse una magnifica trilogia “didattica”: la fotocamera, il negativo e la stampa, che credo pur passando ai nuovi mezzi tecnologici, il digitale, sia ancora attualissima, personalmente ho letto nella rete di fotografi che stanno studiando il modo di trasportare il sistema zonale nel mondo informatico, ho forse esiste già?

Parliamo ora del libro, è un bel tomo tutto da guardare e riguardare, purtroppo le uniche scritte, l’introduzione e le note finali (spiegano in parte le fotografie pubblicate) sono in inglese, pertanto bisogna impegnarsi un po’ (almeno io al quale l’inglese è ostico) con un buon vocabolario o traduttore, ma ripeto questo libro è soprattutto da guardare.

Il libro è suddiviso in sezioni, annate e luoghi, e naturalmente la fa da padrone Yosemite e la Serra che nello scorrere degli anni possiamo rivedere nella ripetizione fotografica dello stesso luogo ma con una maturità e consapevolezza data ad esempio dall’adesione al gruppo di Weston.

Non aspettatevi solo dei grandi paesaggi americani ma anche dei meravigliosi ritratti e dei naturalistici still life, personalmente adoro i suoi alberi ripresi come “nature morte” oppure le molteplici tonalità e sinuosità delle rocce.

Il redattore dell’opera Stillman, sapientemente, ha curato molto bene il libro è ci ha salvato da fotografie a doppia pagina, spettacolari ma a dir poco volgari, e la stampa tipografia è ben curata con tutti i soliti limiti editoriali, avendo personalmente visto parte delle fotografie pubblicate in stampa originale, potrei dire che siamo lontani anni luce, ma pensando a Voi lettori che non necessariamente avete avuto questa fortuna, le quattrocento riproduzioni fotografiche sono più che decenti.

Sicuramente è un libro che consiglio di comprare non solo ai fotografi ma anche agli amanti della natura, il costo per un’opera così corposa e ben fatta non è eccessivo e sicuramente in rete si può trovare anche a meno.

Vorrei aggiungere una piccola nota finale e se volete un mio piccolo rallegramento personale, nel libro a pagina 175 vi è la fotografia che mi ha fatto scoprire e apprezzare Adams “moonrise, Hernandez, New Messico 1941”, ritengo che questa sia una delle fotografie più belle mai scattate, che assieme a poche altre hanno fatto crescere in me la voglia di cimentarmi in quest’arte.

Buona lettura e visione

Lino (Il Cubano)

Letto 1175 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Marzo 2015 23:14
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