Martedì, 25 Settembre 2012 04:36

Robert Mapplethorpe

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

Titolo: Robert Mapplethorpe

Autore: Alessandra Mauro e Alessia Tagliaventi

Edizioni: Contrasto

220 Pagine

Costo : € 24.65 (contrastobooks.com)

E’ doveroso fare subito una premessa, sul libro e su Mapplethorpe, se siete suscettibili a delle immagini che possono apparire “pornografiche” non comprate questo libro, se ciò non fosse ed il vostro interesse è lo studio della fotografia, allora non potete fare a meno di acquistare questa ottima pubblicazione che ci dona una panoramica sul lavoro di uno dei grandi fotografi del ventesimo secolo.
Mapplethorpe nasce negli Stati Uniti d’America a Long Island nel 1946, negli anni sessanta frequenta la scuola per le arti applicate, il Pratt Institute di Brooklyn, e in questi anni, conosce la cantante Patti Smith con cui rimarrà amico e con cui avrà un intenso legame artistico.
Presto i due si trasferiscono a Manhattan, Mapplethorpe al tempo (1969), era un artista poliedrico, disegnava, creava gioielli, era influenzato dalle nuove nascenti correnti pop, dei new dada per non dimenticare in seguito Andy Warhol.
Il suo approccio alla fotografia è stato apparentemente casuale, crebbe in lui la necessità di fotografare quando si trovò a creare dei collage prodotti da ritagli di giornale erotici e pornografici, e non volle più accontentarsi di fotografie altrui ma voleva essere coinvolto in prima persona ed avere molto più materiale a disposizione, per fare ciò incominciò a frequentare la New York underground dei locali omosessuali e sadomaso.
Nel tempo queste attenzioni lo porteranno a raccontare il mondo sommerso (in via di emancipazione) diventandone parte e crebbe l’interesse per i corpi maschili, specialmente neri, questo lo portò ad iniziare un notevole studio comparativo con la scultura e l’arte antica in genere, tutto nella sua fotografia diventerà oggetto di arte e perfezione della forma, sicuramente la sua visione del tempo ci costringe a camminare tra fotografia e scultura, tra eros, anche brutale, e purezza, in una lotta ostile.
La sua dualità interiore fu evidente sin dalla prima apparizione in pubblico come fotografo, dove nello stesso giorno inaugurò due mostre in due gallerie differenti, Erotic Pictures e Flowers, nei biglietti d’ invito appariva la stessa immagine, una mano che firmava un foglio bianco, per la prima mostra la mano era riprodotta in una veste sadomaso per la seconda era vestita elegantemente, questa dualità rimarrà sempre presente nella sua arte, sia che abbia fotografato fiori, tanto belli quanto erotici, sia che abbia fotografato corpi di modelli e modelle.
La sua fu una grande fotografia, tecnicamente perfetta, studiata nei minimi particolari, nulla era lasciato al caso e nulla di quello prodotto era ed è banale, ma per Mapplethorpe non fu facile imporsi come artista

spesso per via dei soggetti fu censurato, tuttavia non perse mai questa carica provocatoria che penso nel tempo abbia aiutato all’emancipazione della “comunità” omosessuale e capire con un’espressività diversa l’arte mitologica.
Il libro è molto bello, curato bene e stampato altrettanto, purtroppo per chi ha visto le sue stampe originali, eccezionali, noterà il solito difetto della stampa editoriale, ma in questo caso Contrasto ha lavorato al meglio per donarci delle belle riproduzioni.
Nel libro oltre all’introduzione delle curatrici c’è anche una interessantissima intervista fatta a Mapplethorpe da Janet Kardon, dove si può comprendere a fondo il rapporto dell’artista con la fotografia, con il mondo in cui vive e con se stesso, dandoci una fondamentale chiave di lettura alle numerose fotografie che seguiranno.
Le fotografie riprodotte sono una sintesi di tutta la produzione fotografica dell’artista, si parte, dai primi scatti fatti con la polaroid, acerbi ma pieni d’intensità e ricerca, per seguire con gli autoritratti, tecnicamente perfetti  dove si coglie più profondamente la sua dualità interiore.
La parte più corposa è dedicata allo studio del corpo umano il “corpo”, in questo capitolo ci sono entusiasmanti fotografie dei suoi modelli preferiti da Burlet a Lyon, da Thomas a Patrice, dimenticandone sicuramente molti altri, una piccola serie è poi dedicata alla campionessa di culturismo Lisa Lyon.
In questa sezione si riesce a percepire il profondo studio che il fotografo a fatto nella ricerca della forma perfetta ricollocabile alle statue greche e romane, personalmente penso che sia anche riuscito a riprodurre in chiave moderna l’uomo vitruviano di Leonardo (vedi pagine dalla 127 alla 133).
Altro capitolo importante e a mio parere fondamentale, è quello successivo, i fiori, perfetti nella ripresa, semplici e enigmatici nel contenuto, potenti nel messaggio, sono fiori apparentemente innocui ma che conoscendo i “corpi” di Mapplethorpe riportano ad una visione naturale dell’erotismo del corpo umano.
Il successivo capitolo è importante se non altro perché denso di affettività, è lo spazio riservato a Patti Smith, le fotografie riprodotte sono molto intime, dove si percepisce la profonda amicizia che lega i due artisti e dove spicca ancora e comunque la voglia di ricerca.
Gli ultimi due capitoli presenti in questo libro sono un po’ più marginali, i “ritratti” e “i bambini”, anche per  Mapplethorpe  come per tanti fotografi emergenti in quegli anni e dotati di una tecnica sopraffina, molti Vip ambivano ad essere fotografati da questo “strano” personaggio, le fotografie sono belle, ma se non per qualche riproduzione pubblicata, bisognerebbe rivolgere la nostra attenzione ad altri fotografi del tempo, che hanno fatto del ritratto celebrativo un’arte.
Per i bambini penso che sia la sua produzione fotografica meno riuscita, in quanto colgo molta distanza tra lui e il mondo infantile, ma vale la pena comunque di soffermarsi se non altro per apprezzare la tecnica fotografica.
Concludendo è un libro che consiglio, la sua lettura e la sua visione vi cattureranno facendovi entrare in un altro mondo che probabilmente pochi conoscono, la bellezza, per i fotografi esperti potrà essere motivo di confronto con colui che per tutta la sua breve vita ha cercato la perfezione, a cui si è avvicinato.

Buona Vita
Lino (Il Fotomaniaco)

 

 

Letto 1656 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Marzo 2015 23:16
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, navigando questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.